Parte 3
Il nostro pensiero va agli Atleti che sotto carico di lavoro, come sappiamo benissimo, sono soggetti ad un calo delle difese immunitarie causate dall’intenso sforzo fisico e, perché no, anche ai tecnici che li seguono e alle rispettive famiglie di nuotatori e allenatori.
Vero è che la dichiarazione di Pandemia non segna un aggravamento, ma solo la presa d’atto di una situazione grave che di fatto è stata sottovalutata. Per il bene dei nostri ragazzi non vorremmo che simili valutazioni “affrettate” si possano ripetere.
L’OMS richiede a tal proposito uno sforzo non Nazionale, non Europeo ma Mondiale. E noi professionisti dello sport, quindi anche del benessere, vogliamo rischiare sulla pelle di cittadini del mondo di domani?
Ricordo infine, che l’impegno Italiano, è stato chiesto a tutta la Nazione unita, che si comporti nella stessa maniera; non dimenticando che ci sono zone più colpite e quindi più pericolose, di altre.
In merito alla circolare della Federazione del 10 marzo 2020 e di alcuni Comitati, tra cui quello Marchigiano, (in perfetta sintonia con la sede centrale di Roma) vorremmo porre alcuni semplici quesiti riguardo alcuni passaggi della circolare stessa.

1º quesito
PERCHÉ ADOTTARE SIMILI MISURE ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA ESPOSTO E IN UNA CONDIZIONE DI PANDEMIA?

2º quesito
PER QUALE MOTIVO VENGONO SUGGERITE SIMILI VALUTAZIONI DAL PUNTO DI VISTA TECNICO CONSIDERANDO CHE, SE TUTTO ANDRÀ BENE, LE CATEGORIE GIOVANILI POTRANNO O POTREBBERO GAREGGIARE NON PRIMA DEI CAMPIONATI ITALIANI DI CATEGORIA DI AGOSTO?

3º quesito
IN QUALI IMPIANTI CI SI DOVREBBE ALLENARE?
Parte 3 Il nostro pensiero va agli Atleti che sotto carico di lavoro, come sappiamo benissimo, sono soggetti ad un calo delle difese immunitarie causate dall’intenso sforzo fisico e, perché no, anche ai tecnici che li seguono e alle rispettive famiglie di nuotatori e allenatori. Vero è che la dichiarazione di Pandemia non segna un aggravamento, ma solo la presa d’atto di una situazione grave che di fatto è stata sottovalutata. Per il bene dei nostri ragazzi non vorremmo che simili valutazioni “affrettate” si possano ripetere. L’OMS richiede a tal proposito uno sforzo non Nazionale, non Europeo ma Mondiale. E noi professionisti dello sport, quindi anche del benessere, vogliamo rischiare sulla pelle di cittadini del mondo di domani? Ricordo infine, che l’impegno Italiano, è stato chiesto a tutta la Nazione unita, che si comporti nella stessa maniera; non dimenticando che ci sono zone più colpite e quindi più pericolose, di altre. In merito alla circolare della Federazione del 10 marzo 2020 e di alcuni Comitati, tra cui quello Marchigiano, (in perfetta sintonia con la sede centrale di Roma) vorremmo porre alcuni semplici quesiti riguardo alcuni passaggi della circolare stessa. 1º quesito PERCHÉ ADOTTARE SIMILI MISURE ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA ESPOSTO E IN UNA CONDIZIONE DI PANDEMIA? 2º quesito PER QUALE MOTIVO VENGONO SUGGERITE SIMILI VALUTAZIONI DAL PUNTO DI VISTA TECNICO CONSIDERANDO CHE, SE TUTTO ANDRÀ BENE, LE CATEGORIE GIOVANILI POTRANNO O POTREBBERO GAREGGIARE NON PRIMA DEI CAMPIONATI ITALIANI DI CATEGORIA DI AGOSTO? 3º quesito IN QUALI IMPIANTI CI SI DOVREBBE ALLENARE?
Parte 1
Nostro malgrado in questo periodo di grossa emergenza, ci troviamo costretti ad esternare tuto il nostro “rammarico”  riguardo le indicazioni (possibilità di continuare gli allenamenti da parte degli Atleti di interesse nazionale) forniteci dalla Federazione Italiana Nuoto e in seconda battuta dai Comitati regionali di appartenenza territoriale.
Crediamo che la situazione attuale in Italia sia estremamente grave e chiara per perdersi ancora di più  nei meandri di circolari federali interpretative dei DCPM, che giocando sulle parole creano solo confusione fra tutti i tesserati e false aspettative nei più giovani.
Il nostro “rammarico” nasce dalla definizione di “Atleti di interesse nazionale” allargata, oltre a coloro che hanno ottenuto il tempo limite di partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti, anche alle categorie giovanili partecipanti a Criteria.
Non che questa seconda schiera di Atleti non abbia titolo per essere definita di rilevanza nazionale, ma essendo la parte più consistente, numericamente parlando, rispetto al primo gruppo di Atleti, crediamo che permettere di continuare gli allenamenti debba essere loro impedito, per il particolare momento, da tutte le Istituzioni, per questioni di prevenzione alla salute.
Questa misura applicata in maniera ferrea e decisa dovrebbe essere attuata per cercare di arrivare ad ottenere l’unica grande VITTORIA PER TUTTI, che sarà quella di potersi incontrare e misurarsi nelle manifestazioni agonistiche più importanti di questa estate. 
Personalmente riteniamo inutile e controproducente per la salute e di conseguenza per il bene di un’intero Paese, che possa essere concessa loro “l’opportunità” di presenziare alle sedute di allenamento, anche per gli inscrivibili ai Campionati Italiani Assoluti.
Parte 1 Nostro malgrado in questo periodo di grossa emergenza, ci troviamo costretti ad esternare tuto il nostro “rammarico” riguardo le indicazioni (possibilità di continuare gli allenamenti da parte degli Atleti di interesse nazionale) forniteci dalla Federazione Italiana Nuoto e in seconda battuta dai Comitati regionali di appartenenza territoriale. Crediamo che la situazione attuale in Italia sia estremamente grave e chiara per perdersi ancora di più nei meandri di circolari federali interpretative dei DCPM, che giocando sulle parole creano solo confusione fra tutti i tesserati e false aspettative nei più giovani. Il nostro “rammarico” nasce dalla definizione di “Atleti di interesse nazionale” allargata, oltre a coloro che hanno ottenuto il tempo limite di partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti, anche alle categorie giovanili partecipanti a Criteria. Non che questa seconda schiera di Atleti non abbia titolo per essere definita di rilevanza nazionale, ma essendo la parte più consistente, numericamente parlando, rispetto al primo gruppo di Atleti, crediamo che permettere di continuare gli allenamenti debba essere loro impedito, per il particolare momento, da tutte le Istituzioni, per questioni di prevenzione alla salute. Questa misura applicata in maniera ferrea e decisa dovrebbe essere attuata per cercare di arrivare ad ottenere l’unica grande VITTORIA PER TUTTI, che sarà quella di potersi incontrare e misurarsi nelle manifestazioni agonistiche più importanti di questa estate. Personalmente riteniamo inutile e controproducente per la salute e di conseguenza per il bene di un’intero Paese, che possa essere concessa loro “l’opportunità” di presenziare alle sedute di allenamento, anche per gli inscrivibili ai Campionati Italiani Assoluti.
AL GOVERNATORE DELLA REGIONE MARCHE DOTT. LUCA CERISCIOLI
AL PRESIDENTE DEL CONI DOTT. GIOVANNI MALAGÒ
AL PRESIDENTE DELLA F.I.N. ON. PAOLO BARELLI
AL  PRESIDENTE DEL C.R. MARCHE PROF. FAUSTO AITELLI

Nostro malgrado in questo periodo di grossa emergenza, ci troviamo costretti ad esternare tuto il nostro “rammarico”  riguardo le indicazioni (possibilità di continuare gli allenamenti da parte degli Atleti di interesse nazionale) forniteci dalla Federazione Italiana Nuoto e in seconda battuta dai Comitati regionali di appartenenza territoriale.
Crediamo che la situazione attuale in Italia sia estremamente grave e chiara per perdersi ancora di più  nei meandri di circolari federali interpretative dei DCPM, che giocando sulle parole creano solo confusione fra tutti i tesserati e false aspettative nei più giovani.
Il nostro “rammarico” nasce dalla definizione di “Atleti di interesse nazionale” allargata, oltre a coloro che hanno ottenuto il tempo limite di partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti, anche alle categorie giovanili partecipanti a Criteria.
Non che questa seconda schiera di Atleti non abbia titolo per essere definita di rilevanza nazionale, ma essendo la parte più consistente, numericamente parlando, rispetto al primo gruppo di Atleti, crediamo che permettere di continuare gli allenamenti debba essere loro impedito, per il particolare momento, da tutte le Istituzioni, per questioni di prevenzione alla salute.
Questa misura applicata in maniera ferrea e decisa dovrebbe essere attuata per cercare di arrivare ad ottenere l’unica grande VITTORIA PER TUTTI, che sarà quella di potersi incontrare e misurarsi nelle manifestazioni agonistiche più importanti di questa estate. 
Personalmente riteniamo inutile e controproducente per la salute e di conseguenza per il bene di un’intero Paese, che possa essere concessa loro “l’opportunità” di presenziare alle sedute di allenamento, anche per gli inscrivibili ai Campionati Italiani Assoluti.
Sarebbe stato più idoneo, scusate la “presunzione”, identificare come Atleti di rilevanza nazionale, i Probabili Olimpionici, numericamente molto inferiori rispetto all’allargamento federale e far continuare la loro preparazi
AL GOVERNATORE DELLA REGIONE MARCHE DOTT. LUCA CERISCIOLI AL PRESIDENTE DEL CONI DOTT. GIOVANNI MALAGÒ AL PRESIDENTE DELLA F.I.N. ON. PAOLO BARELLI AL PRESIDENTE DEL C.R. MARCHE PROF. FAUSTO AITELLI Nostro malgrado in questo periodo di grossa emergenza, ci troviamo costretti ad esternare tuto il nostro “rammarico” riguardo le indicazioni (possibilità di continuare gli allenamenti da parte degli Atleti di interesse nazionale) forniteci dalla Federazione Italiana Nuoto e in seconda battuta dai Comitati regionali di appartenenza territoriale. Crediamo che la situazione attuale in Italia sia estremamente grave e chiara per perdersi ancora di più nei meandri di circolari federali interpretative dei DCPM, che giocando sulle parole creano solo confusione fra tutti i tesserati e false aspettative nei più giovani. Il nostro “rammarico” nasce dalla definizione di “Atleti di interesse nazionale” allargata, oltre a coloro che hanno ottenuto il tempo limite di partecipazione ai Campionati Italiani Assoluti, anche alle categorie giovanili partecipanti a Criteria. Non che questa seconda schiera di Atleti non abbia titolo per essere definita di rilevanza nazionale, ma essendo la parte più consistente, numericamente parlando, rispetto al primo gruppo di Atleti, crediamo che permettere di continuare gli allenamenti debba essere loro impedito, per il particolare momento, da tutte le Istituzioni, per questioni di prevenzione alla salute. Questa misura applicata in maniera ferrea e decisa dovrebbe essere attuata per cercare di arrivare ad ottenere l’unica grande VITTORIA PER TUTTI, che sarà quella di potersi incontrare e misurarsi nelle manifestazioni agonistiche più importanti di questa estate. Personalmente riteniamo inutile e controproducente per la salute e di conseguenza per il bene di un’intero Paese, che possa essere concessa loro “l’opportunità” di presenziare alle sedute di allenamento, anche per gli inscrivibili ai Campionati Italiani Assoluti. Sarebbe stato più idoneo, scusate la “presunzione”, identificare come Atleti di rilevanza nazionale, i Probabili Olimpionici, numericamente molto inferiori rispetto all’allargamento federale e far continuare la loro preparazi